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Come combattere mostri: uomo sopravvive a incontro con Nuckelavee

Spesso, si pensa che solo grandi eroi possano combattere mostri e avere la meglio.

Non è affatto così. Anche le persone più comuni possono trovarsi davanti mostri temibili ed è meno raro di quanto si pensi che riescano a spuntarla.

Di certo, una delle chiavi per affrontare i mostri è la conoscenza. Chiunque, se conosce abbastanza bene il mostro che ha davanti, può trovare un modo per sconfiggerlo o, se non altro, salvarsi.

La storia di oggi ne è un esempio.


Doveva essere una serata come tante per Tam o’Shanter, contadino di quarantatré anni, residente in una piccola fattoria sulla costa ovest della Scozia.

Era già buio quando Tam (o Tammie, come è conosciuto da tutti) si è incamminato per tornare a casa dopo aver passato la giornata a fare commissioni in paese. Nonostante la luna nuova, il cielo era limpido e le stelle creavano un minimo di illuminazione.

“È una strada che percorro da quando sono bambino, la conosco a memoria” ha spiegato Tammie, intervistato da un nostro inviato. “Da un lato c’è il mare, dall’altra un loch abbastanza profondo. Ero circa a metà strada, quando ho visto il Nuckelavee.”

Per chi non lo conoscesse, il Nuckelavee è un mostro che da tempo immemore infesta le coste della Scozia. Spirito malvagio abitante del mare, viene sempre visto in groppa a un cavallo altrettanto mostruoso, dotato di pinne e di un unico occhio rosso. Alcuni ipotizzano che cavallo e cavaliere siano in realtà un unico essere. Il Nuckelavee infatti non ha gambe, solo due braccia spropositatamente lunghe e una testa enorme.

“Ovviamente, avevo sentito parlare del Nuckelavee” racconta Tammie. “Ma vederlo dal vivo è tutta un’altra storia. Quello che mi ha colpito di più è il fatto che non avesse pelle. Anche con la poca luce potevo vedere i muscoli, le vene, il sangue nero che vi scorreva dentro. Sul momento, sono rimasto paralizzato dal terrore. E poi l’odore. Anche da lontano, l’odore del suo respiro era nauseabondo.

“Confesso che per un attimo ho davvero pensato che fosse la fine. Sono un umile contadino, non certo un eroe. Da ragazzo ero sempre quello che aveva la peggio nelle risse, e se non sono mai riuscito ad avere la meglio su altri uomini, come potevo pensare di riuscirci davanti a un mostro del genere?

“Poi mi sono ricordato una delle poche altre cose che tutti sanno sul Nuckelavee: che non sopporta l’acqua dolce. Mentre il mostro si avvicinava, mi sono accostato al bordo della strada, sul lato del loch. Me lo sono visto arrivare vicino, con le braccia protese verso di me, pronto a mangiarmi ho sentito il suo alito infuocato e vomitevole. Non sapendo nuotare, non potevo buttarmi nel loch, ma sono riuscito a spruzzare un po’ d’acqua sulle zampe del cavallo. Quello si è imbizzarrito, ed è scattato verso l’altro lato della strada. A quel punto, ho agito d’istinto. Mi sono messo a correre verso la direzione da cui il Nuckelavee era arrivato, sapendo che poco più avanti c’era un corso d’acqua che dal loch si congiunge al mare.

“Non so nemmeno io come, ma ce l’ho fatta. Ho corso veloce come non avevo mai corso in vita mia. Quando mancavano ormai pochi passi, ho sentito di nuovo l’alito del mostro sul mio collo le dita che mi sfioravano, e allora mi sono lanciato in avanti, disperato e beh, in qualche modo ce l’ho fatta. Il Nuckelavee è rimasto dall’altro lato del ruscello, con in mano il mio cappello. E in quel momento, non mi importava nulla del fatto che fosse un buon cappello, pagato tanto, e che l’avevo perso, tanto ero felice di essere riuscito a salvarmi la vita.”

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