villa de vecchi

Storie da luoghi abbandonati: Villa de Vecchi

Sonia Ricchetti, in arte Ossi di Seppia, ha come grande passione l’esplorazione urbana. Le piace esplorare luoghi abbandonati, scoprire la loro storia e preservarne la memoria storica. 

Sonia ha accettato di collaborare con The StoryTimes e raccontarci alcune storie di luoghi “maledetti” che ha visitato durante le sue esplorazioni. Quello che segue è un suo racconto, corredato da fotografie da lei scattate.

Non ricordo bene il giorno in cui mi recai a Villa de Vecchi.
So solo che in quel giorno avremmo dovuto visitare un enorme complesso industriale in provincia di Milano ma, causa violento temporale, dovemmo rimandare. Ci riparammo in un ristorante; passata l’enorme tempesta, il sole tornò a splendere. Non avevamo molto tempo, per fare il viaggio Bologna-Milano ci vuole qualche ora… così, decidemmo di esplorare un luogo che volevo vedere da tempo: la casa rossa.

villa de vecchi

Villa De Vecchi fu costruita tra il 1854 e il 1895, per volere del conte Felice De Vecchi. L’edificio si trova nel paesino di Cortenova, in provincia di Lecco.

Felice De Vecchi è stato un pittore, viaggiatore e patriota italiano, nonché uomo illustre del Risorgimento. Fin da piccolo dimostrò un grande talento per il disegno, che in seguito sfruttò per documentare i suoi grandiosi viaggi per il mondo.
Dopo aver sviluppato un gusto sopraffino e una grande passione per l’oriente, il conte diede il via alla costruzione della villa nel 1852. Era vedovo da un anno e soffriva di problemi al fegato. Nel 1854 i lavori iniziarono concretamente; insieme alla costruzione della villa, Felice De Vecchi fece costruire da quelle parti anche un casinò in stile arabo. Quando la villa venne ultimata, i suoi interni erano spettacolari: oggetti provenienti da ogni parte del mondo la ornavano, un grande parco verde la circondava e una grande fontana riusciva a catturare l’attenzione di chiunque passasse da quelle parti (la fontana è oggi misteriosamente scomparsa).

interno

Quando cominciai la mia carriera da esploratrice urbana, dopo le prime esplorazioni nella mia zona decisi di cercare qualche edificio abbandonato con l’aiuto di internet. Tra i primi risultati apparì proprio Villa de Vecchi, conosciuta in tutto il mondo per essere uno dei luoghi più infestati del pianeta. Da allora, cominciai a pensare a quanto sarebbe stato bello visitare quell’antica dimora. Quando finalmente se ne presentò l’occasione, non stavo più nella pelle.

porta

Il conte De Vecchi non riuscì a godersi per troppo tempo la sua meravigliosa creazione. Egli aveva partecipato nel 1848 alle Cinque Giornate di Milano (insurrezione che portò alla temporanea liberazione della città dal dominio austriaco); il ritorno degli austriaci, lo costrinse all’esilio. Da qui la sua salute cominciò a farsi cagionevole. Nonostante questo e l’arresto nel 1853 con l’accusa di aver sostenuto la rivolta dei mazziniani del 6 febbraio, non si allontanò mai dai suoi ideali di un’Italia unita. Nel 1861 rientrò nella Guardia Nazionale Mobile di Milano di guarnigione a Venafro, con il compito di occuparsi degli approvvigionamenti. Di ritorno da questa missione la sua salute peggiorò ulteriormente; trascorse gli ultimi mesi di vita nella sua villa, occupandosi dei figli e di istituire la Società Marittima Italo Orientale. L’ultimo compito non riuscì a portarlo a termine, in quanto morì nel 1862, a soli 46 anni.

La più grande opera del conte, la sua amata villa, venne utilizzata dai suoi eredi fino al 1938, anno in cui venne ufficialmente abbandonata. Negli anni successivi venne abitata da alcuni sfollati, per poi essere acquistata dai Medici di Marignano. All’inizio degli anni ’80 il complesso fu rilevato da alcuni imprenditori locali, ma i furti e gli atti vandalici al suo interno erano già cominciati. Da alcuni decenni la villa giace in stato di abbandono, cosa che ha influito notevolmente sulla nascita di alcune leggende che ruotano attorno alla casa.

abbandono
abbandono

Giunti davanti alla vecchia casa del conte de Vecchi, ci trovammo davanti una montagna di letame depositata da alcuni contadini. Stranamente, non puzzava. Entrammo nella villa e cominciammo l’esplorazione. Un vecchio pianoforte ormai ridotto a scheletro musicale ci accolse come un addestrato maggiordomo, quasi come se ci dicesse “benvenuti, io sono ciò che era la villa… e ciò che non sarà mai più”. Uno strano rudere è villa De Vecchi: solitamente le vecchie case non sono in grado di stupire, si tratta semplicemente di qualche vecchia pietra ornata dai graffiti di qualche vandalo. Ma non villa de Vecchi.

pianoforte

Le leggende sulla casa iniziano quando la villa incontra Aleister Crowley, fondatore dell’occultismo. Si pensa che la casa abbia assunto il suo particolare colore rosso per via dei riti praticati dall’uomo, poiché utilizzava spesso intrugli scarlatti; inoltre, era solito a circondarsi di donne dalla chioma rossa. Molti affermano che dopo la partenza di Crowley alcuni suoi seguaci rimasero nella villa e svolsero un rituale satanico. Il rito non andò a buon fine: due persone furono straziate e un’altra sparì poiché posseduta dal demonio.

finestra

Oltre a questo, in tanti giurano che avvicinandosi alla villa si possano udire pianti e lamenti di donna. Essi apparterebbero all’amante del conte De Vecchi, morta nella villa… Oppure a sua moglie e sua figlia. Ciò che quasi tutti avvertono avvicinandosi a questa casa è il suono di un pianoforte, l’unico oggetto rimasto nella villa. Si pensa che nessuno abbia mai avuto il coraggio di portarlo via da lì proprio a causa della melodia ottocentesca che si può udire passeggiando attorno alla villa.

buio
dall'alto

All’interno della villa si possono ancora scorgere bassorilievi, decorazioni e vecchi affreschi sbiaditi dal tempo. Ma insieme alla meraviglia, mentre ci si aggira tra le stanze della casa rossa, non si può non sentire un inspiegabile nodo in gola. Una strana sensazione attraversava me e tutti i presenti, un’improvvisa e profonda tristezza. Pensai subito alla suggestione, all’ansia data dal sapere di star camminando in uno dei luoghi più infestati al mondo… ma poi mi ricordai che i miei amici non sapevano nulla di quel luogo. Non ne conoscevano la storia, non avevo raccontato loro niente di quel posto, al massimo avevo detto loro “andiamo lì, è una figata, la sogno da tanto!”. Eppure, tutti pallidi in viso, provavano il mio stesso magone, la mia stessa tristezza.

dettaglio soffitto
affresco

Negli ultimi anni, il Fondo Ambiente Italiano ha dato il via a una campagna di sensibilizzazione sulla villa raccogliendo numerose firme, che non sono però servite a farla restaurare. I proprietari erano disposti a cederla gratuitamente ma il F.A.I. non può prenderla in carico dato che servirebbero 6 milioni di euro per restaurarla. Il futuro della villa è incerto. Addirittura, potrebbe perire sotto una frana della montagna vicina, il cui rischio idrogeologico è molto alto.

dettaglio esterno

Finito di fotografare la villa, ci apprestammo a tornare alla macchina. Il cielo era limpido dopo il temporale, si respirava un’aria fresca ma per niente umida. Mettiamo in moto e salutiamo villa de Vecchi, con la consapevolezza di aver visitato forse il luogo più incantevole d’Italia.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *