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Storie da luoghi abbandonati: Villa Clara

Sonia Ricchetti, in arte Ossi di Seppia, ha come grande passione l’esplorazione urbana. Le piace esplorare luoghi abbandonati, scoprire la loro storia e preservarne la memoria storica. 

Sonia ha accettato di collaborare con The StoryTimes e raccontarci alcune storie di luoghi “maledetti” che ha visitato durante le sue esplorazioni. Quello che segue è un suo racconto, corredato da fotografie da lei scattate.

Oggi ci troviamo nella casa infestata più celebre di Bologna, Villa Clara. La villa si trova verso Trebbo di Reno, in una stradina di campagna, e gli abitanti del luogo se ne tengono alla larga per via di alcune leggende paranormali.

Si dice che la casa sia spesso avvolta da una fitta nebbia, che l’illuminazione pubblica non riesca a penetrare le sue ombre e che, ogni tanto, nel suo giardino si possa vedere il fantasma di una bambina che piange. Ma chi era questa bambina?

Beh, per scoprirlo dobbiamo andare indietro nel tempo, quando l’edificio non era ancora stato costruito.

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Storia e leggende

I lavori per la costruzione della villa cominciarono all’incirca nel 1624, grazie al volere del conte Carlo Cesare Malvasia, da cui il nome originario “villa Malvasia”. Nel tempo la casa cambiò spesso nome, ma il più importante che ebbe fu “Villa Alessandri”. La famiglia Alessandri abitò questo luogo e grazie al capofamiglia la casa diverrà successivamente la dimora di un fantasma. Egli aveva una figlia, una bambina di nome Clara, che aveva il dono della preveggenza… e questo dono spaventò talmente tanto il padre da indurlo a murare viva la piccola (altre versioni dicono che Clara fosse una giovane adolescente, murata per via di un amore proibito).

Secondo molte testimonianze, da allora si possono udire le urla della bambina provenire dall’interno della casa. Tuttavia il fantasma si manifesta per lo più in giardino, dove lo si può vedere piangere. Gli studiosi del paranormale provano molto volentieri a incontrare il fantasma di Clara che, si dice, appare a figura intera e cerca di interagire con chi lo vede. Ma i fenomeni paranormali in quella casa non si fermano all’apparizione della piccola Clara.

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Alcuni dicono di aver avuto guasti alle apparecchiature elettriche durante la visita all’interno della dimora, altri che sono dovuti fuggire a causa di oggetti che sono piombati loro addosso dal nulla, altri ancora hanno sperimentato svenimenti e trance. Questo perché, secondo molti, Clara non sarebbe l’unico fantasma all’interno della struttura. La villa ha visto la morte anche di due operai durante i lavori di restauro, oltre che la morte di un bambino che si era intrufolato all’interno dell’edificio (caduto in una botola). Questi spiriti sembrano non essere particolarmente tranquilli e non amano la visita di incauti curiosoni.

La realtà storica

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Grazie a queste leggende, in molti hanno cercato negli anni di saperne di più sulla villa. Secondo chi è riuscito ad avere informazioni dal catasto e da chi abita vicino alla casa, le notizie che si hanno dalle leggende sono tutte false e poco corrette.

La bambina che visse in quella casa non si chiamava Clara; quel nome apparterrebbe a una delle proprietarie della villa, la signora Clara. “Clara” era una bambina zoppa figlia dell’ufficiale tedesco che viveva con la vera signora Clara, che tuttavia non aveva legami di sangue con la piccola. Ciò nonostante, i vari documenti poco chiari e alcune storie contorte su questi vecchi proprietari (come la signora Clara, che avrebbe partorito Alessandro Alessandri all’età di 50 anni) hanno indotto chi abitava quelle zone a inventare sempre più “leggende”. Nella villa sembrerebbe non essere stato murato vivo nessuno. L’unica morte fu quella di un muratore; dopo questo fatto, la villa è stata murata e i proprietari negano a chiunque il permesso di entrarvici.

 

Nota: ho voluto dedicare un articolo a Villa Clara perché ho trovato affascinante la sua storia quando l’ho letta sul profilo Facebook di Sonia. Lei mi ha avvertito subito che non aveva foto degli interni, perché entrare è estremamente difficile (ora quasi impossibile, visto che ci sono pattuglie lungo la strada – per motivi che non hanno nulla a che fare con i fantasmi). Quindi, se speravate di vedere più esplorazione e meno resoconto, chiedo scusa per la scelta editoriale. Ma prometto che la settimana prossima non rimarrete delusi.

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