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Storie da luoghi abbandonati: la casa delle favole

Sonia Ricchetti, in arte Ossi di Seppia, ha come grande passione l’esplorazione urbana. Le piace esplorare luoghi abbandonati, scoprire la loro storia e preservarne la memoria storica. 

Sonia ha accettato di collaborare con The StoryTimes e raccontarci alcune storie di luoghi “maledetti” che ha visitato durante le sue esplorazioni. Quello che segue è un suo racconto, corredato da fotografie da lei scattate.

Ci troviamo in Veneto, all’interno di una delle location più interessanti del panorama urbex italiano: la casa delle favole, un luogo realmente unico e affascinante. La magia che si respira al suo interno lascia dentro gli animi emozioni indescrivibili, qualcosa di unico che non si dimentica facilmente. Ma quali sono le origini della casa incantata?

casa favole esterno

La villetta era una volta abitata da un fratello e una sorella, Nelly e Alice. I due erano degli insegnanti d’arte che, a un certo punto della loro vita, decisero di iniziare a vivere come due eremiti per condurre una vita semplice e ritirata. Rinunciarono a luce, acqua e gas e iniziarono a nutrirsi di ciò che coltivavano ed allevavano, senza avere quasi mai contatti con la gente del paese in cui abitavano. I due passavano le giornate immersi totalmente nella loro arte: dipingevano le mura della loro casetta e creavano delle statue ispirate ai personaggi di favole e racconti. Il loro giardino si trasformò ben presto in un giardino incantato, tutte le statue ancora oggi lo abitano. Alice amava anche lavorare la lana, preparava i vestiti per sé e per il fratello. Lei rimaneva sempre chiusa in casa mentre Nelly di tanto in tanto usciva in bicicletta.

pittura
casa delle favole statua

Inutile dirlo, la prima volta che visitai la casa delle favole ne rimasi totalmente coinvolta e affascinata. Quasi tutte le statue erano al loro posto, passeggiando per il giardino sembrava di trovarsi realmente all’interno di una favola.

statue
casa delle favole entrata

A causa dello strambo stile di vita, sui Nelly e Alice nacquero numerose leggende. Una delle più famose diceva che le statue erano state messe nel giardino per attirare i bambini, i quali una volta entrati venivano catturati, mangiati e seppelliti nel retro. Chi però conosceva i due fratelli personalmente li ricorda ancora oggi come persone gentili e cordiali. Alice morì nel 2007; amava così tanto essere sempre in ordine che si fece seppellire con pelliccia e scarpe di pitone.

interno

Alla morte della sorella il povero Nelly era totalmente affranto, così iniziò a portare alla tomba di famiglia delle statuette da lui create, quasi a commemorare la sorella con il lavoro che aveva con lui svolto durante tutta la vita.

don chisciotte

Nelly, prima di morire, venne ricoverato in due case di riposo. Portava sempre con sé le foto della sorella, custodendole gelosamente. La tomba degli eremiti e dei loro famigliari si trova nel cimitero del loro paesino e rispecchia in pieno la loro personalità.

dipinto

Attualmente la casa incantata è in stato di abbandono, meta di urbex e purtroppo anche di ladri e vandali. Molte statue sono state danneggiate, rubate o totalmente demolite. I vicini di tanto in tanto avvertono le forze dell’ordine che subito si precipitano verso la casa per controllare se a visitarla sono semplici fotografi o vandali. Se per i primi hanno rispetto e maniere cordiali, per i secondi non c’è più pietà. La casa e la sua storia vanno salvate. Farle cadere in rovina significherebbe cancellare il ricordo che due persone tanto particolari hanno lasciato in questo mondo.

interno
casa delle favole interno

Un anno dopo la mia prima visita, decisi di tornare alla casa delle favole per farla vedere anche a degli amici. Ciò che mi ritrovai davanti ancora oggi mi turba. Quasi tutte le statue erano rotte, spostate, demolite. Mi veniva da piangere, così mi recai al cimitero per visitare la tomba dei due fratelli. Non sapevo nemmeno io il perché, sembrava quasi che una forza invisibile mi stesse ordinando di presentarmi davanti al luogo di riposo eterno degli eremiti. Quando mi ritrovai lì davanti seppi esattamente cosa fare: presi un pezzetto di carta e scrissi “scusateci”. Volevo chiedergli scusa. Io non ho mai nemmeno toccato le loro creazioni, ma volevo chiedergli scusa. Scusa per la stupidità umana che li classificò come mostri in vita e che distrugge le loro opere dopo la morte.

tomba Nelly e Alice
tomba di famiglia di Nelly e Alice

2 thoughts on “Storie da luoghi abbandonati: la casa delle favole

  1. Bellissimo racconto sulla storia di questa casa misteriosa, anch’io quando andai in esplorazione sentii una forza che mi portò alla tomba di famiglia.
    Che tristezza le statue danneggiate! Spero che in futuro riescano a trasformarla in qualcosa di utile per il paese e non la lascino al degrado.
    Anch’io da poco esploro luoghi abbandonati, ti lascio il link della mia pagina facebook vuoi passare a dare un occhiata.

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