casa del tempo

Storie da luoghi abbandonati: la casa del tempo

Sonia Ricchetti, in arte Ossi di Seppia, ha come grande passione l’esplorazione urbana. Le piace esplorare luoghi abbandonati, scoprire la loro storia e preservarne la memoria storica. 

Sonia ha accettato di collaborare con The StoryTimes e raccontarci alcune storie di luoghi “maledetti” che ha visitato durante le sue esplorazioni. Quello che segue è un suo racconto, corredato da fotografie da lei scattate.

In questa storia in particolare, si fa riferimento a esperienze raccontate dagli amministratori della pagina Facebook “Tesori Abbandonati“. Qui potete trovare le foto della loro esplorazione alla Casa del Tempo.


“In un giorno di pioggia andiamo a esplorare una villa abbandonata infestata… esiste un miglior cliché?”

Queste esatte parole mi disse il mio amico Ale prima di addentrarci in questa dimora abbandonata. In quel momento, mi aspettavo una casa piena di oggetti interessanti, foto e soprattutto… orologi.

casa del tempo_esterno

Ci troviamo nel cuore delle campagne venete, all’interno di un paesino molto caratteristico. Percorrendo una delle vie principali non si può non notare una casa dal tetto crollato, maestosa e candida nonostante l’incuria e lo scorrere del tempo. Nel mondo urbex è conosciuta come “Casa del Tempo”; per scoprire il perché di questo nome, dobbiamo andare a leggere l’inquietante vicenda accaduta personalmente agli admin della pagina Facebook “TESORI ABBANDONATI”.

libro

Quando esplorarono questa villa, il suo aspetto era totalmente diverso da quello che vediamo oggi. Il tetto della casa era integro, le infiltrazioni d’acqua ancora non lo avevano fatto crollare. Altra particolarità della casa era la grande quantità di orologi presenti al suo interno. Inizialmente non si soffermarono troppo su questo dettaglio, finché qualcuno non notò che quegli orologi così diversi l’uno dall’altro avevano una caratteristica comune: tutti puntavano la stessa ora, le 6.53. Ma non solo. Guardando attentamente anche i vecchi calendari sparsi nella casa, si accorsero che tutti erano aperti sul mese di aprile. A quel punto i loro cellulari cominciarono ad avere dei problemi, iniziando a segnare la data dell’11 aprile… fu allora che decisero di tornare a casa.

vecchia foto
quadro

Dopo di loro molti altri esploratori si sono avventurati all’interno della casa del tempo; in diversi giurano di aver percepito strane sensazioni o di aver avuto problemi alle apparecchiature elettriche.

Quando ci entrai io, la delusione una volta fu grande.

finestra

Dalle foto che avevo visto online, mi aspettavo una casa totalmente diversa. A causa di terremoti, infiltrazioni d’acqua, ladri, vandali e animali la casa è entrata quasi nella totale decadenza. Il tetto è crollato e orologi e calendari sono stati rubati. Sembra mancare davvero poco, forse una decina d’anni, prima che si trasformi in un rudere.

macerie

La puzza di urina di topo e guano era insopportabile. Ci coprimmo le vie respiratorie con delle mascherine che fortunatamente ci eravamo portati dietro. I piani superiori li girammo con un’attenzione e una precisione chirurgica. Bastava poco e tutto sarebbe crollato sotto i nostri piedi.

Finita l’esplorazione ci apprestammo a tornare all’uscita, ormai stanchi e delusi… delusi soprattutto dal fatto di non aver trovato i famosi orologi e calendari. Era rimasto un solo orologio senza lancette che fotografammo di fretta.

vecchia sedia

Della casa del tempo si sa che apparteneva a due anziane sorelle che decisero di adibirla a B&B dato che quello spazio enorme era sprecato se utilizzato solo da loro due. Dopo la morte delle due, la casa è stata totalmente abbandonati e niente si è più saputo. Cosa sarà mai successo l’11 aprile alle 6.53?

foto

Una volta giunti a casa parlammo dell’esplorazione, un nostro amico che non si era unito a noi ci chiese di vedere la foto dell’unico orologio rimasto. Tutti cercammo quella foto scattata di fretta col cellulare… nessuno la trovò.

foto di classe

Troppa fretta? Suggestione? Strani processi psicologici? Ancora oggi non lo sappiamo. L’unica cosa certa è che anche l’ultimo orologio non verrà mai visto da altre persone, e non per volere di noi fotografi.

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