villa B

Storie da luoghi abbandonati: il fantasma della dama bianca

Sonia Ricchetti, in arte Ossi di Seppia, ha come grande passione l’esplorazione urbana. Le piace esplorare luoghi abbandonati, scoprire la loro storia e preservarne la memoria storica. 

Sonia ha accettato di collaborare con The StoryTimes e raccontarci alcune storie di luoghi “maledetti” che ha visitato durante le sue esplorazioni. Quello che segue è un suo racconto, corredato da fotografie da lei scattate.

Chiunque abbia l’occasione di visitare la magica villa B durante le giornate primaverili, prima di entrare, si ritroverà ad attraversare verdi campi pieni di bianche farfalle svolazzanti. Entrando nella dimora, sarà accolto da una barchetta che in passato solcava le acque del laghetto (situato nel bosco dietro la casa). Gli affreschi lo spingeranno a volgere il naso verso il soffitto per tutta la durata della visita, poiché la loro bellezza è in grado di stupire a ogni passo.

villa b esterno

villa b affresco

Tuttavia, quando cala il sole e arriva l’imbrunire, l’aria fatata che ha accompagnato la dimora durante la giornata cambia totalmente. Nessuno vorrebbe mai trovarsi all’interno di villa B durante notte, per evitare di imbattersi nel fantasma della dama bianca.

Secondo le leggende tramandate sulla villa, dopo l’imbrunire, nel silenzio della notte, si può sentire il lieve cigolio di una porta che si apre lentamente. In pochi istanti, da quel battente farà la sua apparizione lo spirito di una candida fanciulla dai piedi scalzi e il volto velato.

Una volta superato l’uscio, la donna intonerà una triste ninna nanna mentre si appresta a fuggire verso il bosco. La sua corsa terminerà una volta arrivata a un piccolo laghetto situato all’interno del boschetto. Una volta arrivata al lago, la donna lo attraverserà facendo increspare l’acqua… per poi svanire nell’oscurità.

Ma, quando era in vita, chi era questo spettro malinconico?

villa b corridoio

Era una giornata come un’altra, quando decisi insieme ad alcuni amici di incontrarci a Verona per esplorare qualche luogo abbandonato. Inserii nel mio itinerario alcune tappe che volevo visitare da tempo, tra le quali spiccava villa B.

Villa B è un’antica villa risalente al XII secolo. Non vedevo l’ora di visitare quel luogo da davvero molto tempo, poiché al suo interno sapevo che avrei trovato una piccola barchetta.

villa b barchetta

Una volta arrivati davanti al cancello di quella meravigliosa villa, scopriamo che prima di arrivare alla vera abitazione nobiliare avremo dovuto passare un enorme parco. Giunti davanti alla dimora principale, ci trovammo davanti un paesaggio pazzesco: margherite nascenti stavano crescendo per tutto il prato che sta all’edificio. Per ogni fiore sembrava essere nata una farfalla bianca. Rimasi svariati minuti a osservare quello spettacolo tanto bello quanto delicato, per poi decidermi ad entrare nella villa.

La girai tutta a bocca aperta. La barchetta, gli affreschi, le enormi ragnatele e i segni tipici del decadimento di un luogo la rendono un posto unico al mondo.

villa b interno

A un certo punto mi ritrovai in una stanza particolare. Sulla porta di questa stanza, vi era disegnato il volto di una donna e una chiave. Non riuscivo a capire il perché di quell’immagine, finché un mio amico non mi raccontò la storia del fantasma della dama bianca.

dama bianca

Si dice che, in secoli lontani, una bellissima e poverissima ragazza venne rapita da un signorotto. L’uomo era il padrone di villa B e un giorno, mentre tornava a casa, notò la fanciulla camminare a piedi scalzi. La contadinella stava tornando a casa dopo una giornata di duro lavoro nei campi, ansiosa di rivedere il suo bambino per risollevarsi il morale. Purtroppo, non avrebbe rivisto mai più né la sua abitazione né il suo bambino.

Il giovanotto diede ordini di prelevare quella meravigliosa ragazza e portarla immediatamente all’interno di villa B.

villa b cane

La ragazza venne rinchiusa in una stanza della villa, costretta a vestirsi sempre di bianco e indossare un velo leggero che non potesse farla riconoscere dalla servitù. La giovane passava il tempo imprigionata tra le quattro mura cantando la ninna nanna che in passato cantava ogni sera al suo bambino. Il figlio le mancava così tanto, che una notte la dama bianca decise di fuggire, anche se ciò voleva dire andare incontro a morte certa.

villa b finestra

Aprì la porta della stanza che la teneva prigioniera e iniziò una disperata corsa verso le mura dell’enorme abitazione. Si ritrovò a correre in mezzo a un boschetto cercando la via di casa, ma senza rendersene conto scivolò in un laghetto. La folle corsa l’aveva ormai stremata, e non riuscì a lottare contro l’acqua per tornare a galla… si lasciò morire mentre il ricordo del figlio l’accompagnava verso un mondo più sereno.

villa b uccello

Il dolore provato dalla fanciulla durante il suo ultimo periodo di vita fu così forte che nemmeno la morte è riuscita a liberarla dalla sua prigionia. La poveretta si ritrova così ogni notte a correre disperata per il boschetto, in cerca di una via che le permetta di riabbracciare il figlio. Un destino crudele, dettato dalla sua bellezza e povertà, che nemmeno una morte atroce è in grado di cambiare.

villa b interno

Sentendo quella storia straziante, quasi mi mettevo a piangere… poi continuai a pensare… “dama bianca”.

Subito mi tornarono alla mente le bianche farfalle svolazzanti e le margherite.

Un nodo alla gola.

La visita era finita, tornai alla macchina. Non vedevo l’ora di tornare a casa e raccontare a tutti la storia di quel posto. Mai mi sarei aspettata di trovare in vita mia un luogo tanto bello quanto dannato.

villa b buio

 

 

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