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Bloody Mary – di Franco Argento e S.J. Connor

Di Franco Argento avevamo già pubblicato un racconto un po’ di settimane fa. Oggi lo rincontriamo in questo racconto scritto a quattro mani con S.J. Connor, in cui si immagina una quotidianità meno normale di quanto sembra.

Le sei meno cinque del pomeriggio. Mina avrebbe dovuto affrettarsi, tra poco su V-tv sarebbe iniziato Cocktail Time e non voleva perdersi l’inizio del programma. Quella dei cocktail era da qualche tempo la sua nuova e (tutti ne erano sicuri) passeggera passione, cui si dedicava con il suo consueto ed entusiastico ardore.

Aprì il portone. Ascensore rotto. Fece di corsa le due rampe di scale che la separavano dal suo modernissimo monolocale, infilò con movimenti frenetici le chiavi nella toppa della porta d’ingresso, si fiondò sul divano in ecopelle, districandosi impacciata tra inutili suppellettili e cuscini colorati. Al click del telecomando le note familiari di Barbie Girl, sigla d’apertura del programma, inondarono l’ambiente.

Appena in tempo.

Sandra Black era in forma smagliante, come sempre; i fianchi fasciati da un aderentissimo pantalone in latex nero e i seni strizzati nel top in lurex dorato, lasciavano ben poco spazio all’immaginazione. Quella donna, con la sua personalità frivola e spumeggiante, la chioma biondo platino, corredata dai boccoli sbarazzini e le lucidissime labbra (ovviamente) al silicone, sapeva come presentare uno show televisivo.

A Mina non sarebbe dispiaciuto essere Sandra, ma la natura non era stata così generosa con lei. Poco male, avrebbe sedotto i suoi invitati al party del giorno dopo con una serie di cocktail irresistibili.

Oggi si parlava di Bloody Mary, un grande classico, che tuttavia Mina non aveva mai preparato.

«Non tutti sanno che questo delizioso cocktail fu inventato nel 1939 dall’attore George Jessel…» spiegava, ammiccando al pubblico, con tono civettuolo, Sandra Black «La ricetta è semplicissima. Preparate la base del cocktail con salsa Worchstershire, spremuta di limone, succo di pomodoro. Mescolate per trenta secondi. Quindi aggiungete un pizzico di sale, pepe nero e mescolate ancora. Per concludere mettete quattro cubetti di ghiaccio, vodka, due gocce di tabasco e ovviamente una paio di cucchiai sangue. Mi raccomando AB Rh negativo!».

Mina si fiondò verso l’emoteca.

A Rh positivo (ne era piena), B Rh negativo, persino dello Zero, sia positivo che negativo. Ma di Ab Rh positivo neanche l’ombra.

Maledizione, con quello che costava! Di certo non avrebbe fatto una figuraccia con dello A Rh postivo da due soldi. No! Se per un cazzo di Bloody Mary con i controcoglioni serviva AB Rh negativo, lei avrebbe utilizzato del cazzutissimo AB Rh negativo!

Prese lo smartphone e inoltrò la chiamata.

 «Pronto Speedy Blood?… Sì, buona sera… Sono Mina Harker… Mi servirebbe del sangue, gruppo AB Rh negativo… Con una certa urgenza… Ne avete?… Ottimo… Per domani alle 14 sarebbe possibile?… Eccellente… Che tipo di esemplare?… Se possibile un bel ventenne… Sì, caucasico andrà benissimo… Ah, che non sia grasso mi raccomando!… Certo, vi detto il mio indirizzo…»

Franco Argento, classe 1979, amante delle arti. Sotto altro nome ha lavorato nel mondo della musica in diverse vesti. Come autore ha vinto il Premio Storie Brevi, indetto da ilmiolibro.it, del 10 marzo 2019. È finalista del premio Cumani Quasimodo 2019. I suoi drabble (racconti brevissimi di cento parole esatte) sono pubblicati su altrimondi.org

S.J. Connor: lettrice accanita, gestisce il blog Daily Connor e suona il basso nella band Gothic Metal This Void Inside, con la quale ha pubblicato due album.

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