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Dalla parte delle principesse: Bellah e la Groac’h

Dalla parte delle principesse” è la nuova rubrica in cui personaggi femminili raccontano in prima persona le storie di cui sono protagoniste. E ci dimostrano come, spesso, le fiabe possano avere un lieto fine senza bisogno di nessun principe azzurro. 

Protagonista di oggi è Bellah Postik, da una fiaba bretone.

“Io e Houarn siamo cresciuti insieme. Da che ho ricordi, sono sempre stata certa che un giorno ci saremo sposati.

Per una serie di disgrazie, entrambe le nostre famiglie sono cadute in rovina, ed entrambi ci siamo ritrovati a vivere come servi, per fortuna dello stesso padrone.

Ci lamentavamo spesso della nostra sfortuna, parlavamo di quanto sarebbe stato bello poter avere qualcosa da parte per vivere per conto nostro e poterci sposare. Un giorno, Houarn ha deciso di partire per cercare fortuna.

Io gli ho donato due delle tre reliquie che da generazioni si tramandano nella mia famiglia: la campanella di san Kolédok, il cui suono si ode a qualsiasi distanza e il coltello di san Corentin, il cui tocco scioglie ogni magia. Ho tenuto per me il bastone di san Vouga, che permette di andare ovunque si voglia, in modo da poter raggiungere in fretta Houarn se la campanella mi avesse avvisato che era in pericolo.

E questo è quello che è successo.

Dopo lunghi giorni senza sue notizie, ho sentito il suono della campanella. Non ho perso un attimo e sono partita per cercarlo. Ho ordinato al bastone di san Vouga di trasformarsi nel più veloce dei cavalli e di portarmi da Houarn.

Il cavallo mi ha portato ai piedi di una rupe; gli ho ordinato di volare, si è fatto comparire un paio d’ali e ha cominciato a risalirla, fino a uno strano nido in cui viveva un nano.

Il nano mi ha detto di essere il primo marito della Groac’h dell’isola di Lok, una creatura dal fascino demoniaco. La sua reggia è famosa per la ricchezza dei suoi tesori, ma tutti gli uomini che si recano lì sperando di impossessarsene vengono sedotti dalla strega, poi tramutati in pesci e serviti come pasto al viaggiatore successivo.

Ho capito subito che questo era ciò che doveva essere successo a Houarn. Ho chiesto al nano di aiutarmi e lui ha detto che lo avrebbe fatto volentieri, poiché io potevo aiutare lui. Solo quando la Groac’h fosse stata sconfitta, infatti, avrebbe potuto lasciare quel nido e tornare libero.

Mi ha dato dei vestiti da uomo, dicendomi che se mi fossi travestita da bel giovane avrei potuto ingannare la Groac’h. Per sconfiggerla, dovevo farmi dare la rete di metallo che porta sempre alla cintura e usarla per catturarla.

Ho fatto come mi ha detto il nano; il mio cavallo alato mi ha portato all’isola di Lok. Sull’isola c’era un lago, e sulla riva del lago una barca a forma di cigno. Vi sono salita, la barca ha cominciato a muoversi da sola per poi inabissarsi sott’acqua e portarmi al palazzo sottomarino della Groac’h.

Era il luogo più ricco e stupendo che avessi mai visto. La Groac’h stessa appariva come una donna bellissima, che subito mi ha accolto con grande gioia. Mi ha mostrato il suo castello, intanto parlava con me e mi corteggiava.

Sembrava particolarmente felice di avermi incontrato. Diceva che non si era mai sentita così in sintonia con nessun altro dei giovani che erano passati di lì.

Stavamo attraversando i giardini del palazzo e ci trovavamo accanto a uno stagno, quando la Groac’h mi ha chiesto se non avrei desiderato rimanere lì per sempre e sposarla. Io le ho risposto di sì, ma che prima voleva provare a pescare uno dei pesci che nuotavano lì usando la rete che lei portava alla cintura.

La Groac’h, non sospettando nulla, ha acconsentito. Non appena ho avuto la rete, l’ho usata per imprigionarla. Una volta nella rete, la Groac’h ha iniziato a cambiare aspetto, fino a diventare un orrendo rospo. Ho gettato la rete in fondo a un pozzo e ho coperto il pozzo con una pietra.

Mentre attraversavo il palazzo, avevo visto su un tavolo il coltello di san Corentin. Più tardi, Houarn mi ha spiegato che grazie ad esso si era accorto che i pesci che la Groac’h voleva fargli mangiare erano in realtà umani, ma la strega l’ha trasformato a sua volta prima che potesse reagire.

Con il coltello, ho toccato uno a uno i pesci dello stagno. Tutti hanno ripreso le loro sembianze e tra loro ho ritrovato Houarn.

Poco dopo, ci ha raggiunti il nano che mi aveva aiutato, ora libero dalla sua maledizione; è stato lui che ci ha mostrato dove la Groac’h custodiva i suoi tesori.

Ora io e Houarn siamo sposati, ricchi e felici.”

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