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Auguri per una vita da favola

La rubrica “Dalla parte delle principesse” va avanti ormai da un paio di mesi. Settimana dopo settimana, abbiamo conosciuto sette eroine, protagoniste di fiabe e storie folk da tutto il mondo, con un ruolo attivo nelle loro vicende.

In effetti, l’immagine della principessa che ha bisogno di essere salvata è relativamente recente. O meglio, è sempre esistita, come sono sempre esistite le donne ingenue e poco intraprendenti, ma era anche affiancata da tanti altri modelli femminili.

Il problema con la rappresentazione della donna nelle fiabe inizia più o meno quando le fiabe cominciano a venir messe per iscritto.

La tradizione orale è qualcosa di popolare, che porta in sé strascichi di paganesimo; in molti contesti, sono le donne a esserne le principali depositarie, a usare le storie come metafore per parlare di temi più o meno delicati.

Le raccolte scritte sono fatte da persone interessate a questa cultura, ma che si rivolgono a un pubblico “rispettabile”.

Ergo, bisogna fare una selezione. Bisogna togliere le volgarità, il sesso, a maggior ragione quando le fiabe cominciano ad affermarsi come genere per l’infanzia. E, se le fiabe vanno raccontate ai bambini, devono essere educative.

Siamo nell’Ottocento. Fate, folletti e altre creature che per secoli hanno fatto storcere il naso al clero adesso sono accettabili. Quello che non lo è sono le donne che parlano tanto, che fanno cose “da uomini”, che vanno contro il modello dell’epoca di ragazza per bene.

Nella raccolta dei fratelli Grimm, edizione dopo edizione, le eroine diventano sempre più passive, innocenti modelli di virtù domestica. In generale, le fiabe che più vanno incontro a questa rappresentazione diventano le più popolari.

Ma poi, andando avanti, i tempi cambiano. E anche le altre fiabe, che pure sono sempre esistite, ritornano alla ribalta.

Oggi, nella giornata dell’8 Marzo, rivolgiamo a tutte le lettrici un augurio da parte delle sette protagoniste dei racconti di questa rubrica.

Da parte di Li Chi, eroina della tradizione cinese che combatte serpenti giganti con grande nonchalance, l’augurio di saper affrontare anche ciò di cui tutti hanno paura.

Da parte di Rosel, protagonista di una delle fiabe un po’ più “progressiste” dei fratelli Grimm, l’augurio di non farvi imporre decisioni importanti da altri e di non farvi ingannare dalle apparenze.

Dal Marocco di Fatna, l’augurio di riuscire anche nelle cose considerate “da uomo”.

Da parte dell’americana Kateri, l’augurio di sapere lottare contro ogni difficoltà per le persone che si amano.

Dalla Persia di Parizade, l’augurio di saper trovare la soluzione più astuta per superare difficoltà e ottenere ciò che si desidera.

Dalla Scozia e da Isobel, l’augurio di non perdersi mai d’animo e di essere sempre pronte ad aiutare i più deboli e reagire contro gli oppressori.

Da Hira-Kuri, protagonista di una fiaba indiana, l’augurio di essere determinate nell’affrontare le prove della vita.

Infine, da tutte le donne di tutte le storie mai raccontate, l’augurio di realizzarvi e vivere felici e contente.

A prescindere se questo per voi voglia dire trovare il principe azzurro o uccidere un drago.

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