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Come combattere mostri: ma i mostri chi sono?

Sono ormai due mesi che parliamo di mostri e di come affrontarli. Ma, fino a questo momento, abbiamo sempre dato per scontato di sapere chi sono questi mostri.

La domanda può sembrare banale. Tutti noi abbiamo un’immagine, o meglio, una serie di immagini mentali che ci descrivono le forme sotto cui i mostri possono presentarsi.

Ma ciò che rende mostro non è il modo in cui appare. O, per lo meno, le definizioni possono essere diverse.

Possiamo definire mostro qualunque creatura appaia con le caratteristiche fisiche di un troll, un demone, un Nuckelavee, un non-morto, o un qualsiasi altro essere che ci hanno insegnato a identificare come tale.

Oppure, possiamo di definire un mostro in base alle azioni che compie. Possiamo dire che un mostro è chi è mossa da malvagità, dal desiderio di fare del male per un proprio tornaconto o per il semplice piacere di farlo.

A volte, i mostri risultano tali secondo entrambe le definizioni.

Altre volte, i mostri non sono quelli che ci aspettiamo.

I ghoul sono creature che giocano la parte del mostro in molte storie nordafricane (qui un esempio). Ma, a volte, il loro ruolo può essere molto diverso.


Fatima, Zahida e Yasmina sono tre sorelle rimaste orfane di madre quando avevano rispettivamente nove, undici e dodici anni. Il padre si è risposato poco dopo, ma la matrigna non le ha mai viste di buon occhio.

“I rapporti sono sempre stati tesi, ma per anni sono rimasti stabili” racconta Yasmina, la più giovane. “Poi, deve essere successo qualcosa per cui le siano diventate davvero insopportabili. Ha cominciato a servire a nostro padre porzioni minuscole di cibo, dicendo che non aveva altra scelta finché c’eravamo anche noi da sfamare. Abbiamo fatto di tutto per fargli capire che non era vero ma, un po’ alla volta, lei è riuscita a convincerlo.”

Anche Fatima, la sorella maggiore, ricorda bene quel giorno.

“Io avevo sedici anni. Forse nostro padre pensava che in fondo fossi ormai adulta, che avrei saputo badare a me stessa e alle mie sorelle. Io però non mi sentivo pronta per niente. Quando ci ha abbandonate tutte e tre in mezzo alla foresta, lontane da casa, in una zona sconosciuta, ho fatto una fatica pazzesca per non scoppiare a piangere e cercare di mostrarmi sicura con Zahida e Yasmina.”

Le tre ragazze hanno camminato a lungo nella foresta, alla ricerca di un riparo. Era ormai sera quando si sono imbattute in un’abitazione.

“Eravamo felicissime” racconta Zahida. “Ma poi siamo entrate, e ci siamo trovate davanti una donna ghoul. Ricordo l’urlo di terrore di Fatima. Fino a quel momento, lei ci aveva dato l’impressione di essere tranquilla e padrona della situazione. Quando ho visto lei perdere il controllo, ho pensato che era davvero la fine.”

Ma, in questo caso, la ghoul nella casa isolata non era il classico mostro delle fiabe.

“Ci ha chiesto cosa ci facevamo sole nel bosco” ricorda Yasmina. “Le mie sorelle erano troppo terrorizzate per parlare, così ho risposto io. Conoscevo bene quanto loro le storie sui ghoul, ma quella aveva un modo di fare così gentile che io non ho avuto paura.”

Una volta ascoltata la storia delle ragazze, la ghoul ha avuto pietà di loro e le ha accolte in casa sua. Poco dopo, sono arrivati anche i suoi tre figli.

“Mi ero appena abituata all’idea che forse la ghoul non era un mostro da temere, quando ecco che sono arrivati loro”  racconta Fatima. “Avevano un aspetto selvaggio, orribile. Mi aspettavo che da un momento all’altro ci saltassero addosso per sbranarci. Ma la madre si è subito messa in mezzo a difenderci. E, a dir la verità, anche loro sono subito stati amichevoli nei nostri confronti.”

Da allora, Fatima, Zahida e Yasmina sono rimaste con la famiglia di ghoul. Con il passare del tempo, il legame con i tre ragazzi si è fatto sempre più forte, fino a evolvere in un sentimento che ha portato le tre sorelle a sposare ognuna uno dei ghoul.

“Qualche tempo fa, è passato di qui per caso nostro padre” racconta Zahida. “Ci ha riconosciute, e appariva sinceramente pentito per quello che ci aveva fatto. Ma quando ha conosciuto i nostri mariti, si è indignato, ha cercato di convincerci ad abbandonarli e tornare a casa con lui. Diceva di non poter sopportare l’idea che le sue figlie vivessero con dei mostri. Io gli ho risposto che gli unici che si erano comportati con noi come dei mostri erano lui e sua moglie.”

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