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Come combattere mostri: il Nyah-Gwaheh

Spesso, l’unica vera arma dei mostri è la paura che noi abbiamo di loro.

Se però sappiamo superare il nostro terrore istintivo, ragionare a mente fredda, cercare di capire il più possibile sull’avversario che abbiamo davanti, allora ecco che sconfiggerlo diventa più facile di quanto non si immagini. 

Il Nyah-Gwaheh è un mostro simile a un orso gigante, con una testa enorme e senza pelliccia, che vive nelle foreste del Nord America. Quella che segue è la storia di Ongwehoweh, importante capo tribù della zona che da ragazzo l’ha affrontato.

“Oggi, sono ormai da molti anni capo di questo villaggio, rispettato da tutti. Ma non è sempre stato così. Sono rimasto orfano di entrambi i genitori da piccolo. Vivevo con i miei nonni, in una famiglia umile. Da ragazzino stavo molto sulle mie, parlavo poco e tutti mi consideravano uno sciocco.

Quando avevo circa diciotto anni, ci fu una guerra contro i Cherokee. La guerra finì con un accordo di pace. Ma tutti i messaggeri che mandavamo verso di loro sparivano nel nulla.

Sulle prime, pensammo che i Cherokee stessero venendo meno ai patti e uccidendo i nostri. Poi, un messaggero riuscì a tornare indietro, ansimante e terrorizzato. Ci raccontò di essere stato attaccato dal Nyah-Gwaheh ed essere riuscito a fuggire per miracolo.

Stetti a lungo ad ascoltare i guerrieri del villaggio che discutevano sul da farsi. Il capovillaggio voleva che qualcuno partisse per affrontare il mostro, ma nessuno ne aveva il coraggio. Allora, mi feci avanti io e, anche se tutti ridevano di me, partii.

All’alba del terzo giorno, incontrai il Nyah-Gwaheh. Il cane che avevo con me si lanciò contro di lui, ma il mostro lo divorò in un boccone.

Io avevo sentito il racconto del messaggero che era scampato al Nyah-Gwaheh. L’avevo sentito raccontare che, prima di mettersi a inseguire le sue prede, il mostro diceva una formula magica, “ti inseguo, giammai potrai sfuggirmi”. Ebbene, prima che potesse pronunciare quelle parole, le dissi io, ritorcendo il suo stesso incantesimo contro di lui.

Il Nyah-Gwaheh ha così cominciato a scappare e io a inseguirlo.

Per tutto il giorno l’ho inseguito.

Poi, l’orso si è fermato e ha ammesso la sua sconfitta. Mi ha implorato di risparmiarlo, offrendomi in cambio i suoi denti, fonte del suo potere magico. Gli ho detto che avrebbe dovuto anche promettere di allontanarsi per sempre dai territori degli uomini e lui ha promesso, sottolineando come, in ogni caso, senza denti, non sarebbe stato in grado di nuocere a nessuno.

E questo è come si sono svolti i fatti. Sono tornato al villaggio con i denti dell’orso, che ancora oggi ho e uso per rituali magici. Dopo di me, li useranno i miei figli e nipoti, o chi di più meritevole mi succederà alla guida della comunità.”

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