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Yedo: Samurai trovato morto nella sua abitazione [Leggenda giapponese]

Il Giappone, e in particolare la città di Yedo, è sconvolto dalla notizia della morte del nobile Hagiwara, giovane samurai trovato senza vita nella sua abitazione.

A dare l’annuncio è stato un vecchio servo, al servizio della famiglia da prima che Hagiwara nascesse.

“Questo è il giorno più triste della mia vita” ha dichiarato l’uomo. “Il giovane Hagiwara era un uomo forte, un guerriero nobile e rispettato. Purtroppo, esseri che non sono di questo mondo hanno reclamato la sua vita.”

La Signora Della Rugiada del Mattino

Secondo gli amici, erano ormai molti mesi che c’era qualcosa di strano nel comportamento di Hagiwara.

“Ricordo un giorno, poco dopo l’inizio dello scorso anno” racconta un giovane nobile. “Per caso, ci eravamo trovati in un quartiere lontano da quelli che frequentiamo di solito, e stavamo giocando al volano. A un certo punto, il volano è finito oltre una siepe. Io e gli altri l’abbiamo dato per perso senza preoccuparci più di tanto, ma Hagiwara ha voluto scavalcare la siepe per andarlo a cercare. A lungo abbiamo aspettato di vederlo tornare. Ma quando è scesa la sera, ancora non c’era traccia di lui.”

“Ho rivisto Hagiwara solo il giorno dopo” racconta ancora il giovane. “Era turbato e mi ha raccontato che, mentre cercava il volano, aveva incontrato una giovane ancella, O’Yone, e la sua padrona, la Signora della Rugiada del Mattino. Quest’ultima gli aveva detto che i loro destini erano legati per sempre e l’aveva pregato di tornare a trovarla. Hagiwara disse che era convinto si trattasse di due geishe che gli avevano giocato uno scherzo, ma si vedeva che era turbato.”

I mesi irrequieti

A detta di molti, dopo l’incontro con la Signora della Rugiada Hagiwara non è più stato lo stesso. Vagava senza meta per le strade di Yedo, non si univa più alle serate di bagordi con gli amici, aveva sempre un aspetto malaticcio.

Durante l’estate, si era infine deciso a tornare dalla Signora della Rugiada, ma non era più stato in grado di trovarla. Nella villa dove l’aveva incontrata viveva ora una vecchia coppia, che diceva di non sapere nulla di lei.

La festa dei morti

A metà agosto, in occasione della celebrazione dei morti, Hagiwara ha finalmente incontrato di nuovo la Signora della Rugiada e la sua ancella.

Le due donne hanno raccontato di essersi trasferite in una minuscola casetta sulla Collina Verde e di essersi ritrovate a vivere in grande povertà.

Durante questo incontro, Hagiwara ha veramente capito quanto il suo destino fosse legato a quello della donna misteriosa: sentiva di provare per lei un amore intenso quanto disperato, che non avrebbe mai potuto spezzarsi.

La mattina dopo, Hagiwara è andato sulla Collina Verde, ma una triste sorpresa lo attendeva: nel luogo indicato dalla sua amata si trovavano solo due lapidi bianche. La piccola casetta non era altro che una tomba e le donne incontrate la sera prima non erano che fantasmi.

La malattia

“Non so come sia avvenuto” racconta il servitore del samurai. “Ma, da quel giorno, lo spirito della Signora della Rugiada ha iniziato a visitare il mio padrone ogni notte. Io vedevo l’ancella, anche lei un fantasma etereo, che rimaneva fuori ad attendere la padrona. Da allora, ogni giorno Hagiwara appariva più debole. Lo implorai in tutti i modi di cacciare quelli spettri, ma a lungo lui non volle ascoltarmi.

Era ormai simile a uno spettro anche lui, quando acconsentì a lasciarmi appendere amuleti con incisi testi sacri alle porte di casa. Per essere più sicuro, andai anche al monastero a farmi dare un emblema dorato, da avvolgere tra le vesti che indossava.

Per due notti, gli spiriti non riuscirono a raggiungerlo. Tuttavia, egli sentiva il loro potere attirarlo verso di loro. L’emblema gli permetteva di resistere, ma quella lotta tra forze opposte lo rendeva ancora più debole.”

Il tragico epilogo

“Per due notti, sono rimasto sveglio a vegliare su Hagiwara” racconta il servo. “Ma alla terza, ho ceduto al sonno. Quando mi sono svegliato, ho trovato il mio padrone morto nel suo letto. Il suo volto appariva sereno, ma il suo corpo era freddo e rigido come se fosse morto da tempo. Ai suoi piedi, c’era la lanterna che O’Yone, l’ancella della Signora della Rugiada, portava sempre con sé. La finestra era aperta e non c’era traccia dell’emblema.”

Le dinamiche della tragedia non sono chiare. È possibile che il samurai abbia perso l’emblema durante il giorno, o che gli sia stato rubato. Quanto agli amuleti, erano appesi su ogni porta, ma non sulla finestra. È probabile che i due spettri siano riusciti ad aprirla, o che sia stato lo stesso Hagiwara a farlo, facendoli entrare.

[Fonte: (31)]

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