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Siberia: Morgon-Kara perde poteri dopo aver salvato l’anima di un ammalato

In tutta la regione del lago Bajkal, Morgon-Kara è considerato il più grande sciamano di tutti i tempi. Addirittura, si dice che i suoi poteri abbiano più volte riportato in vita persone morte.

Qualche giorno fa, Morgon-Kara era stato chiamato da una donna il cui marito era gravemente malato. L’uomo non riusciva più ad alzarsi dal letto, non parlava e guardava tutti con sguardo vacuo, incapace di riconoscere cose e persone.

Morgon-Kara ha subito capito che la situazione era grave e che l’anima dell’uomo era persa al di fuori del corpo. Dopo vane ricerche nelle foreste della zona, è salito sul suo tamburo ed è andato a cercare l’anima nel regno del cielo.

Qui infine Morgon-Kara ha capito che l’anima del malato era imprigionata in una bottiglia che il Dio del Cielo in persona teneva chiusa con il pollice. Si è allora trasformato in una vespa e ha punto il dio; questo, preso alla sprovvista, ha spostato il dito, permettendo allo sciamano di recuperare l’anima.

Morgon-Kara si è affrettato a tornare sulla terra per permettere ad anima e corpo di ricongiungersi. Poco dopo, però, il Dio del Cielo ha capito cosa era accaduto e, arrabbiato con lo sciamano, ha spezzato in due il suo tamburo.

Morgon-Kara stesso ha affermato che questo ridurrà di molto i suoi poteri e che difficilmente riuscirà più a riportare in vita i morti.

Una vendetta del Dio della Morte?

Tra le popolazioni della zona, qualcuno dice che gli dei avessero già da tempo intenzione di punire Morgan-Kara e che il Dio del Cielo abbia intrappolato l’anima dello sfortunato ammalato proprio per tendere una trappola allo sciamano. Secondo questa ipotesi, ad averglielo chiesto sarebbe stato il Dio della Morte, infastidito dalle interferenze di Morgon-Kara nel suo reame.

In molti dicono di sentirsi meno sicuri ora che Morgon-Kara ha perso parte dei suoi poteri; altri preferiscono continuare a essere grati per la fortuna di poter fare affidamento su un guaritore ancora così eccezionale.

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