rospo

Per trovare un principe, bisogna rifiutarsi di sposare un rospo

Questa storia viene dalla Scozia ma, con ogni probabilità, se ne potrebbero trovare di simili in ogni parte del mondo.

La storia di Ellie

Partiamo dai fatti: una ragazza, Ellie, era stata mandata dalla madre a raccogliere dell’acqua al pozzo alla fine del mondo. La donna aveva infatti intenzione di cucinare un dolce, ed è noto che non c’è acqua migliore per fare un impasto.

Giunta al pozzo, Ellie l’ha trovato vuoto. Per un po’ è rimasta lì, sconfortata dall’aver fatto tanta strada per nulla, quando è stata raggiunta da un grosso rospo giallo. Il rospo si è offerto di portarle dell’acqua da in fondo al pozzo, se lei avesse accettato di sposarlo. Confusa, la ragazza ha detto di sì. Il rospo è saltato nel pozzo ed è riemerso poco dopo con un secchio pieno d’acqua.

Ellie è subito corsa a casa, senza pensare alla promessa fatta. La madre ha preparato un dolce squisito; le due stavano cenando, quando il rospo ha bussato alla porta, chiedendo di essere accolto in casa in virtù della promessa ricevuta.

La madre ha ritenuto che fosse dovere della figlia accogliere l’ospite. Il rospo ha chiesto prima un posto a tavola e parte della cena, poi di poter dormire nella stanza di Ellie, infine che la ragazza gli tagliasse la testa.

Quando la giovane ha eseguito la strana richiesta, il rospo si è trasformato in un principe.

La versione del principe

“Sono diventato un rospo nel momento in cui una strega ha ucciso i miei genitori” racconta il giovane principe. “Per anni ho vissuto così. Mi ci sono abituato in fretta e non mi importava un granché della cosa.

Quando ho visto Ellie al pozzo, è stato un colpo di fulmine. Mi sono innamorato all’istante della sua bellezza e dei suoi modi gentili.

All’inizio, non mi sono posto nessun problema per le mie sembianze. In fondo, si sentono molte storie di fanciulle che amano e sposano bestie di ogni tipo.

Ma poi, a casa sua, ho capito che lei non avrebbe mai potuto amare un rospo. Per quanto sua madre la incoraggiasse a mantenere la sua promessa, vedevo il disgusto nel suo sguardo. È stato in quel momento che, per la prima volta, ho desiderato non essere più un rospo.

Se Ellie non avesse reagito così, l’incantesimo non si sarebbe mai spezzato. Grazie a lei, ho capito che dovevo tornare essere umano. Ma non sapevo come fare e, dopo tanti anni da rospo, l’idea mi infastidiva. Quando le ho chiesto di tagliarmi la testa, una parte di me sperava che si sarebbe tirata dietro e avrebbe accettato di sposarmi anche se ero un rospo.

Per fortuna, non l’ha fatto. Nel momento che la lama ha colpito la testa da rospo, l’incantesimo si è spezzato e sono tornato umano.

Per questo, più che per ogni altra cosa, le sono grato: perché rifiutandosi di accettare una bestia come marito mi ha costretto a tornare me stesso.

Quando ero rospo, mi è capitato di fantasticare che, come nelle storie, un giorno qualche principessa si sarebbe innamorata di me e mi avrebbe restituito le mie sembianze. La verità è che, all’epoca, non mi importava davvero di cambiare.

Ellie mi ha fatto capire che non potevo pretendere il vero amore in cambio di un secchio d’acqua. Dovevo cambiare, e dovevo volerlo io. Paradossalmente, se mi avesse accettato per quello che ero avrebbe solo fatto del male a entrambi.”

La parte di “fatti” è ripresa da una fiaba tradizionale scozzese [6]. Come per molte altre fiabe, la versione più conosciuta fa pulizia di elementi violenti; nello specifico, tutti abbiamo in testa il ranocchio che si trasforma in principe con un bacio. Così come per La Bella e La Bestia, il messaggio diventa in questo modo “accetta di sposare chi devi sposare e trovaci dentro del buono”. Versioni più “primitive” mostrano però ragazze che reagiscono molto male all’idea di sposare un rospo e si prestano a interpretazioni diverse.

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