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Orrori della scuola del vecchio di Salamanca raccontati da un ex-allievo

Lino, diciannove anni, è nato e cresciuto in un piccolo paese nella terra d’Otranto, figlio unico e orfano di madre. Fin da piccolo, si è sempre dimostrato un bambino eccezionalmente intelligente.

L’anno scorso il padre, dopo anni di sacrifici, era arrivato a mettere da parte cento ducati e ha chiesto consiglio al ragazzo su come investirli.

“Al giorno d’oggi, è difficile trovare un modo sicuro per investire i propri risparmi” dice l’uomo. “Si sentono tante storie di poveri diavoli che, come me, hanno messo da parte qualche soldo, ma appena provano a farlo fruttare finiscono per perdere tutto.

Ho chiesto a mio figlio perché è la persona più intelligente che conosco. Lui mi ha detto che così su due piedi non sapeva rispondermi. Aveva però sentito parlare molto della scuola del vecchio di Salamanca ed era certo che, se avessi speso metà dei ducati per mandarlo a studiare lì, poi avrebbe senz’altro saputo come investire gli altri.”

Il vecchio di Salamanca è il mago più anziano e potente della regione. Da quando ha aperto la sua scuola, molti giovani vi si sono recati, desiderosi di apprenderne l’antica sapienza.

Così, Lino è diventato uno di quei ragazzi.

“Devo dire che, quando siamo arrivati, il vecchio mi ha fatto un’impressione ambigua” racconta ancora il padre. “Da una parte, si vedeva che era un uomo di grande sapere. Dall’altra, c’era qualcosa che in lui che non mi ispirava fiducia.”

L’uomo racconta come, quando lui e suo figlio sono arrivati, il vecchio ha mostrato loro diverse stanze piene di animali. Ha poi detto al padre di tornare dopo un anno esatto e che per allora avrebbe trovato anche il figlio trasformato in bestia. Solo se fosse riuscito riconoscerlo avrebbe potuto portarlo a casa.

“Dal vecchio di Salamanca ho imparato molto” racconta Lino. “Trasformarsi in animale è stata una delle primissime lezioni. Ma lì è iniziato l’incubo. Il vecchio ci insegnava, sì, ma ci consentiva di tenere la nostra forma umana solo per poche ore al giorno, durante le lezioni. Per il resto, dovevamo stare animali, e come animali venivamo trattati.

Io per un mese ho dovuto vivere come mulo la maggior parte del tempo e portare carichi pesanti per il maestro. Ogni volta che tornavo umano avevo dolori alla schiena terribili.

Anche a lezione, l’atmosfera era spaventosa. Il vecchio non solo ci trattava con disprezzo, ma diceva sempre che, se mai fossimo diventati a nostra volta maghi, avremmo dovuto comportarci come lui. Che i poveracci come noi sono fatti per essere sfruttati, che chi conosce la magia deve avere il diritto di fare qualsiasi cosa voglia.

La cosa triste è che molti dei ragazzi dopo un po’ cominciavano a credergli. Ne ho visti diversi che, finito il loro anno, erano i primi a sperare che i genitori non li riconoscessero, perché avevano preso a vergognarsi delle loro famiglie. Preferivano rimanere lì, trattati come animali dal vecchio, ma con la speranza di poter un giorno essere loro a trattare come animali altre persone.”

Lino, però, non si è lasciato influenzare dall’ambiente tossico. Allo scadere dell’anno, è riuscito a eludere la sorveglianza del vecchio e trasformarsi in vento per andare incontro al padre.

“L’ho incrociato a poche miglia dalla scuola” racconta. “Ho assunto le mie sembianze, gli ho detto che il vecchio aveva intenzione di farmi diventare piccione e che mi sarei fatto riconoscere tubando e camminando in cerchio.”

Così è stato. Quando il padre è arrivato, Lino era in una stanza insieme ad altre decine di ragazzi, tutti sotto le sembianze di piccioni. Grazie agli accordi che avevano preso, è riuscito a riconoscere il figlio. Il vecchio maestro è stato così costretto a lasciar tornare a casa il ragazzo.

“È stato un anno terribile” dice ancora Lino. “Ma nonostante tutto, ho imparato davvero tanto e spero di poter riuscire ad aiutare mio padre a vivere meglio. Mi sono reso conto che in molti oggi pensano alla magia solo come a un mezzo di oppressione, ma non è così che deve per forza essere. Ora come ora, voglio solo passare un po’ di tempo a casa in tranquillità. Poi mi piacerebbe studiare ancora, con maestri migliori, e trovare un modo per dimostrare al mondo che la magia ha molto di buono da offrire.”

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