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Olanda: prete bruciato vivo da gruppo di fantasmi

È una gran brutta storia quella che arriva da Deventer, cittadina di confine del Sacro Romano Impero, che qualche anno fa era stata saccheggiata da orde slave.

In quell’occasione, la chiesa era stata gravemente danneggiata. I lavori per sistemarla sono durati fino a tre mesi fa, quando l’arcivescovo Baudry l’ha riconsacrata.

Ma quel gesto che doveva sancire il ritorno alla normalità è stato solo l’inizio dei veri problemi.

L’invasione dei morti

Dopo la consacrazione, un nuovo prete era stato assegnato alla chiesa di Deventer, un giovane da poco uscito dal seminario di nome Thietmar.

È stato lui, pochi giorni dopo il suo arrivo in città, a trovare una mattina in chiesa un gran numero di morti che diceva messa e cantava i salmi.

Il giovane ha subito riferito l’accaduto all’arcivescovo; questi gli ha dato istruzione di rimanere a dormire in chiesa, tenendo con sé reliquie e acqua benedetta.

I morti si sono rivelati però avversari più duri del previsto. Per molte notti hanno buttato fuori il prete dalla chiesa, scaraventandolo fuori di peso con tutto il letto in cui dormiva.

Thietmar ha di nuovo parlato con il vescovo, chiedendo di poter abbandonare il suo incarico, ma la sua richiesta è stata respinta.

Ieri notte, infine, i morti hanno mostrato di essersi stufati. Hanno preso Thietmar, l’hanno portato sull’altare e l’hanno bruciato vivo.

Le reazioni

Tutta la città di Deventer è scossa dall’accaduto. Il vescovo ha ordinato tre giorni di digiuno penitenziale per aiutare l’anima di Thietmar, ma in molti mormorano contro l’operato del vescovo.

“Ho visto il nuovo prete quando è arrivato” racconta Liutgarde, un’anziana parrocchiana. “Si vedeva che era al suo primo incarico. Non avrebbero dovuto mandarlo qui. Il ricordo della violenza è troppo recente. Avrebbero dovuto mandare qualcuno preparato a lottare contro tanta energia negativa. E, soprattutto, non avrebbero dovuto abbandonarlo a se stesso in quel modo. Sto pregando tanto per la sua anima e spero che posso trovare pace.”

[ispirato a un episodio del “Cronicon” di Thietmar di Merseburg, scritto intorno all’anno 1010, (11)]

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