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Nord America: spettro di guerriero morto uccide undici fratello

Due giorni fa,si era tenuto il funerale del guerriero Hadijusgowa, ma in pochi avevano versato lacrime. L’uomo, benché rispettato da tutti, era famoso per i suoi attacchi d’ira e la sua crudeltà in battaglia. Alcuni addirittura mormoravano che fosse in realtà uno stregone malvagio e che questo era il motivo per cui le frecce nemiche non riuscivano mai a ferirlo.

Oggi, l’intera comunità vorrebbe aver dato maggior peso a quelle voci.

Il rito funebre era stato officiato da dodici fratelli, famosi per il loro valore, a cui Hadijusgowa stesso aveva chiesto di occuparsi del suo cadavere quando aveva sentito le forze cominciare a venirgli meno.

I fratelli, onorati per aver ricevuto fiducia da un guerriero tanto potente, avevano seguito tutte le sue indicazioni. Il corpo era stato vestito non con un normale abito funebre, ma con indumenti da guerra. I fratelli hanno inoltre dipinto il volto del morto per metà di rosso e per metà di nero e seppellito il corpo con il coltello al suo fianco e l’ascia da guerra in mano.

Finita la cerimonia funebre, i dodici fratelli sono partiti per una spedizione di guerra, come avevano intenzione di fare già da tempo.

L’inzio di un incubo

La sera, i fratelli si sono fermati in una delle capanne a disposizione dei viaggiatori sulle strade irochesi; il fratello più giovane è poi andato a prendere acqua per tutti a una sorgente poco distante.

Grande è stato lo sgomento del ragazzo quando, mentre stava per attingere l’acqua, ha visto riflesso il volto di Hadijusgowa, dipinto per metà di rosso e metà di nero.

Terrorizzato, è tornato a riferire l’accaduto ai fratelli, che però non gli hanno creduto. È così partito il penultimo fratello, ma anche lui, una volta arrivato alla fonte, ha visto il guerriero che lo guardava dall’altra sponda del fiume.

Uno dopo l’altro, tutti i fratelli sono usciti; tutti hanno visto il guerriero, ogni volta più vicino alla capanna.

Il sole era ormai tramontato quasi del tutto e i fratelli, intuendo le intenzioni malvagie del guerriero morto, si sono barricati all’interno della capanna.

Presto, però, tutti i fratelli a eccezione del più giovane sono caduti vittima di una sonnolenza stregata. Solo il più giovane è riuscito a non addormentarsi e ha continuato a sentire i rumori dello spettro che cercava di entrare. Solo lui l’ha visto sfondare la porta, prendere lo scalpo del fratello maggiore e andarsene.

Per altre dieci volte il fantasma (o tcisgaa, come vengono definiti dagli irochesi) è tornato, ogni volta uccidendo e rimuovendo lo scalpo a uno dei fratelli. Il più giovane, dopo aver assistito con orrore alla scena, ha capito di doversi ingegnare per non fare la stessa fine. Si è così legato alla testa alcuni pezzi di carne di cervo e un cappuccio di peli d’orso, poi ha fatto finta di dormire.

Quando lo tcisgaa è tornato, ha preso i pezzi di carne e se n’è andato convinto di aver ottenuto lo scalpo dell’ultimo fratello.

Il giovane, sapendo che l’inganno non avrebbe retto a lungo, è fuggito attraverso la foresta.

Presto, però, le urla dello spettro hanno cominciato a farsi più vicine, e a lui non è rimasto altro da fare che rifugiarsi in un albero cavo (dove è noto che gli tcisgaa non possono entrare). Con un po’ di fortuna, è riuscito a schivare i colpi di ascia con cui il mostro ha martoriato il tronco e ha resistito fino all’alba, quando la luce del sole ha costretto lo tcisgaa a ritirarsi.

Cadavere bruciato, spirito ancora in circolazione?

Subito, il ragazzo è corso al villaggio e ha raccontato agli anziani l’accaduto. Questi hanno allora dato ordine di disseppellire il guerriero e bruciarne il corpo.

Proprio mentre le fiamme facevano il loro lavoro, lo spirito di Hadijusgowa è però riuscito a fuggire sotto forma di gufo.

Il capovillaggio ha dichiarato che tutti i suoi guerrieri inizieranno subito a dare la caccia allo spirito malvagio, ma è probabile che questo sia già volato lontano e che per molto tempo ancora continuerà a compiere opere di male.

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