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Messico: scoperta l’origine di ponte misterioso nei pressi di Guadalajara

Quello di sabato mattina è stato un risveglio insolito per gli abitanti di un piccolo paese nelle vicinanze di Guadalajara. La comunità si è infatti trovata collegata all’altra sponda del fiume da un imponente ponte di mattoni, misteriosamente comparso durante la notte. Fin da subito, la gente ha sospettato c’entrasse qualcosa Mauricio L., venditore di pulque che da sempre sogna di un ponte sul fiume.

Ora, finalmente, l’uomo è stato rintracciato e ha raccontato come si sono svolti i fatti.

“Sono anni che cerco di mettere da parte risparmi per il mio progetto di costruire un ponte” dice Mauricio. “Venerdì sera, ero giù di morale perché mi ero reso conto che la vita non mi sarebbe bastata a raccogliere la cifra necessaria. Mi trovavo sulla riva del fiume, quando è comparso uno sconosciuto, vestito di nero, che si è offerto di costruire il ponte durante la notte.”

Mauricio ha subito capito che c’era qualcosa di strano. Presto, lo sconosciuto ha rivelato di essere un diavolo e di poter finire il ponte entro la notte in cambio della sua anima.

“Si trattava dell’unica possibilità che avrei mai avuto di realizzare il mio sogno più grande” dice Mauricio. “Ma si trattava anche della mia anima. Come potete immaginare, esitavo un po’ ad accettare il patto. Così, il diavolo ha rilanciato dicendo che avrei potuto non seguirlo all’Inferno, se un gallo avesse cantato prima che lui finisse il lavoro. Ho pensato che questo era meno rischioso, perché un gallo può anche cantare prima dell’alba, e ho accettato. Visto che era tardi ed ero stanco, mi sono poi messo a dormire mentre il diavolo lavorava.”

Il risveglio non è stato affatto piacevole: l’alba era vicina, ma nessun gallo aveva cantato e il diavolo aveva costruito tutto il ponte a eccezione di un’ultima torre.

Il miglior pulque della regione

“Ho notato che il diavolo era molto sudato e pensato che dovesse avere una gran sete” racconta ancora Mauricio. “Così, quando mi ha deriso dicendo che presto sarei stato con lui all’Inferno, mi sono finto rassegnato e gli ho offerto un bicchiere di pulque per brindare alla sua vittoria.

Avevo con me due varietà di pulque. Quello che la gente ha preso a chiamare el que se queda (“quello che rimane”, NdR)  e un altro che la gente chiama el que se va (“quello che se ne va”). Il primo è molto forte, e chi lo beve di solito non riesce ad andare da nessuna parte per un po’. Il diavolo però questo non lo sapeva, e gli ho detto che gli avrei offerto un bicchiere di el que se queda perché il suo ponte sarebbe rimasto sul fiume per sempre. Io invece avrei bevuto un el que se va, perché stavo per andare con lui all’Inferno.”

Nel villaggio, girano molti racconti sull’el que se queda di Mauricio. Pare che nemmeno i bevitori più incalliti riescano a reggerne più di un bicchiere.

Il pulque era troppo forte persino per un diavolo. Dopo aver scolato il bicchiere in un sorso solo, l’essere è crollato addormentato. Poco dopo, un gallo ha cantato, salvando l’anima di Mauricio.

“Il diavolo è sparito in una nuvola di fumo non appena è sorto il sole” dice Mauricio. “Facevo fatica a crederci. Non solo ero salvo, ma il ponte che ho sognato per tanti anni era ora davanti ai miei occhi.”

Il ponte è effettivamente un’opera stupenda e imponente. Unica pecca: una delle torre ha un piccolo buco, dove il diavolo avrebbe dovuto piazzare l’ultimo mattone per ottenere l’anima di Mauricio.

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