india

India, ragazzo libera uomo da spirito che ne aveva usurpato l’identità

Shyamal, uomo indiano di trentun anni, ha vissuto nelle ultime settimane una storia che ha dell’incredibile.

Tre anni fa, poco dopo essersi sposato, era partito per un viaggio che l’aveva portato lontano da casa, in cerca di fortuna. La sua famiglia, infatti, era da tempo in povertà e lui non aveva modo di mantenere madre e moglie con un tenore di vita dignitoso.

Quando è tornato, però, si è trovato davanti a qualcosa di inaspettato: in casa sua, viveva un uomo in tutto e per tutto identico a lui, che la madre considerava suo figlio e la moglie suo marito.

“Mi sembrava di vedermi allo specchio” racconta Shyamal. “C’era un essere che aveva assunto le mie sembianze e rubato la mia vita. Aveva il mio aspetto, la mia voce, il mio modo di parlare e di muoversi… insomma, era un mio doppio in tutto e per tutto. Per un po’, sono rimasto talmente sconvolto che non sapevo cosa fare. Poi, ho deciso di portare il caso davanti al re. Pensavo che di sicuro lui, nella sua saggezza, avrebbe saputo aiutarmi.”

Le cose non sono però andate come Shyamal sperava. Il re, messo in difficoltà dal caso, ha continuato per settimane a rimandare la sua decisione, dicendo ogni giorno a Shyamal di ritornare quello seguente.

“Non ne potevo più” racconta l’uomo. “Uno spirito aveva rubato la mia identità, la mia casa, la mia famiglia. Io dovevo dormire per strada, sapendo che intanto lui divideva il letto con mia moglie. Ogni giorno mi recavo a corte sperando di ricevere giustizia, ma ogni volta rimanevo deluso.”

Shyamal, ormai disperato, stava piangendo in uno spiazzo poco distante dal palazzo, quando dei ragazzini gli si sono avvicinati.

“Li avevo già visti nei giorni precedenti” racconta. “Giocavano a recitare le udienze del palazzo reale. Uno di loro faceva il re, uno il visir e così via. Quello che faceva il re mi chiese cosa mi fosse successo e io, senza pensarci su, glielo raccontai. Mi disse allora che, visto che il vero re non voleva darmi retta, avrebbe giudicato lui il mio caso. Tutto quello che dovevo fare era presentarmi da lui la mattina seguente, insieme al mio doppio.”

E così Shyamal ha fatto. Lo spirito ha protestato, sostenendo di essere lui il vero Shyamal e che l’intera situazione fosse assurda.

“Un po’, lo pensavo anch’io” dice Shyamal. “ E l’ho pensato ancora di più quando il ragazzino ha parlato. Ha estratto una fiala e ha detto che chi voleva dimostrare di non essere un impostore doveva entrarci. Ovviamente, gli ho detto che stava delirando, che non era possibile che un uomo entrasse in una fiala.”

Quello del ragazzino si è però rivelato un espediente geniale. Lo spirito, infatti, credendo di poter per sempre sconfiggere Shyamal, ha abbandonato la sua forma umana per entrare nella fiala. Allora, il re-ragazzino l’ha chiusa, sigillando dentro lo spirito e permettendo a Shyamal di tornare alla sua vita.

[20]

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *