antica grecia

Grecia: nipote del re Cadmo morto dopo essere stato trasformato in cervo

Le ultime notizie di Atteone, nipote del re di Tebe, risalivano a cinque giorni fa, quando il principe era partito per una battuta di caccia insieme a degli amici.

I compagni del giovane avevano fatto ritorno in città in serata, raccontando che Atteone si era allontanato da loro verso mezzogiorno; non vedendolo tornare, avevano iniziato a cercarlo, ma senza successo. Per cinque giorni re Cadmo ha fatto perlustrare i boschi, alla ricerca del nipote, ma invano.

Ora, finalmente, si è scoperta la tragica fine del giovane.

A raccontare l’accaduto è stata una ninfa al servizio della dea Artemide, che chiede di rimanere anonima.

“C’è una grotta naturale, non molto distante da Tebe, con dentro un lago dall’acqua cristallina. Gli umani non la conoscono e anche per questo noi divinità ci rechiamo spesso lì. Quel giorno, Artemide era lì a fare il bagno; ad accompagnarla c’eravamo io e altre otto ninfe.

A un certo punto, una delle altre ha lanciato un grido; ci siamo tutte girate e abbiamo visto un giovane che si affacciava sulla caverna. Io e le altre ci siamo affrettate a coprire con i nostri corpi quello di Artemide, in modo che il mortale non potesse vederla nuda. Tuttavia, essendo lei più alta di noi, il suo collo e la sua testa sono rimasti visibili e questo è bastato a farla infuriare. Ha allungato il braccio, cercando il suo arco e la sua faretra, ma quando si è resa conto che erano troppo lontani si è limitata a schizzare acqua in faccia ad Atteone e maledirlo. Subito, il ragazzo ha iniziato a tramutarsi in un cervo anche se lui, poverino, sul momento non se n’è reso conto.

È uscito dalla grotta, confuso. Poco dopo, abbiamo cominciato a sentire latrati di cani da caccia. Artemide ci ha ordinato di rivestirci poi, seguendo le tracce lasciate sul terreno, ci ha fatte recare tutte al luogo dove i cani stavano sbranando il loro padrone.

Siamo arrivate poco prima che Atteone morisse; per un attimo, ho incrociato il suo sguardo ed è stato orribile. In quegli occhi c’era ancora una consapevolezza umana di quello che stava succedendo.”

Le stesse divinità sono ora divise tra chi dice che Artemide si è comportata con legittima austerità virginale e chi ritiene che le sue azioni siano state eccessive.

Intanto, a Tebe il re e il popolo piangono la morte di un principe molto amato e rispettato.

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