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Giappone: uomo rasato da volpi

Arriva dalla provincia di Shinshiu, in Giappone, la storia di Tokutaro, ennesima vittima di un inganno da parte di volpi.

Secondo quello raccontato da alcuni compaesani, era stato lo stesso Tokutaro, ieri sera durante una festa, a decidere di attraversare di notte la brughiera di Maki, famosa proprio per la presenza di volpi ingannatrici. La sua voleva essere una prova di coraggio, o forse solo un tentativo di dimostrare che le superstizioni sulle volpe erano infondate.

Purtroppo, di infondato non c’era nulla. Tokutaro è stato invece vittima di un inganno molto complesso.

Nonostante la ritrosia iniziale a parlare dell’accaduto, l’uomo ha accettato di raccontarci la sua storia.

“Stavo attraversando la brughiera, quando mi sono imbattuto nella figlia del capovillaggio di Horikané. Da un paio di anni si è sposata e vive in un altro villaggio; quando l’ho vista, mi ha detto di starsi recando in visita alla casa dei genitori e mi ha chiesto di accompagnarla.

La cosa mi è sembrata strana. Ho subito pensato di aver davanti una volpe con sembianze umane, ma ho finto di stare al gioco. Quando però siamo arrivati a Horikané, a casa dei suoi genitori, ho preso da parte il padre e gli ho riferito i miei sospetti. Lui sembrava incerto se credermi o meno, mentre sua moglie non ne voleva sapere.

Io però mi sentivo sicuro che la ragazza fosse una volpe, più di quanto mi fossi mai sentito sicuro di qualsiasi altra cosa in vita mia. Per costringerla a rivelarsi, ho cominciato a picchiarla e ustionarla con ceppi presi dal focolare. Lei urlava, ma io ero talmente certo che si trattasse di una volpe che non ho esitato a continuare.  

Con il senno di poi, avrei dovuto trovare strano che né il padre né la madre abbiano fatto nulla per fermarmi, ma sul momento pensavo che fosse perché anche loro sospettavano la verità.

In ogni caso, a un certo punto la ragazza ha smesso di muoversi e ci siamo accorti che non respirava più. Io ho provato un terribile senso di orrore, pensando di aver ucciso un’innocente. Ho così accettato in silenzio di farmi legare in attesa di essere messo a morte come assassino il giorno seguente.

Poche ore dopo, però, è passato dalla casa dei due vecchi un sacerdote. Ha chiesto cos’era successo e io stesso ho ammesso la mia colpa. Visto che però non volevo morire, l’ho implorato di salvarmi dalla condanna prendendomi come suo discepolo. Il sacerdote ha allora convinto i genitori della ragazza (sempre con il senno di poi, fin con troppa facilità) che uccidere me non avrebbe portato indietro loro figlia.

Sono stato allora liberato e il sacerdote mi ha rasato a zero.

È stato allora che si è rotto l’incanto; ho sentito una forte risata, poi di colpo era giorno e io ero solo in mezzo alla brughiera. Per un attimo, ho pensato di essermi addormentato e che fosse stato tutto solo un sogno. Poi, però, mi sono accorto di essere rasato per davvero.” 

Benché sollevato per il fatto di non aver ucciso nessuno, Tokutaro prova visibile vergogna per quanto accaduto e per il modo in cui si è lasciato ingannare.

Rispetto ad altre vittime di volpi, si può ritenere fortunato, visto che presto i capelli ricresceranno. C’è però da osservare che il grado di complessità degli inganni delle volpi si sta facendo sempre più elevato, e questa è una cosa che forse dovrebbe preoccupare.

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