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Gerusalemme: profeta condannato a morte per crocifissione

A partire da ieri sera, la situazione di tensione che vede al suo centro Gesù di Nazaret, profeta giunto a Gerusalemme la scorsa domenica, ha iniziato a precipitare.

Ieri sera Gesù, con dodici suoi discepoli, ha cenato in una casa non meglio identificata, appartenente a un suo simpatizzante. Secondo alcune voci, durante la cena avrebbe annunciato un imminente tradimento da parte di uno dei discepoli.

Non si sa se l’origine di questa conoscenza fosse divina, mondana, o solo un sospetto rivelatosi esatto. Quel che è certo è che il tradimento è avvenuto realmente, a opera di Giuda Iscariota, uno dei dodici discepoli.

L’arresto

Gesù si trovava nel giardino di Getsemani, sul monte degli Ulivi, poco fuori da Gerusalemme; qui è stato raggiunto da una folla, guidata da sacerdoti ebraici, che l’ha arrestato per condurlo davanti al Sinedrio. Il momento non è stato privo di tensione e pare che uno dei discepoli abbia mozzato un orecchio a uno dei servitori dei sacerdoti con una spada. Secondo alcuni testimoni, lo stesso Gesù avrebbe però detto ai suoi di non usare violenza, accettando di buon grado l’arresto.

Da Getsemani, Gesù è stato portato prima davanti al Sinedrio, dove è stato riconosciuto colpevole di blasfemia, poi davanti alle autorità romane.

Tensioni con il prefetto Pilato?

Qui sembrano esserci stati altri momenti di tensione tra i sacerdoti, che chiedevano una condanna a morte, e il prefetto Ponzio Pilato, che riteneva ingiuste le accuse. In linea con la tradizione locale di liberare un condannato a morte per la festività della Pèsach, Pilato ha proposto al popolo la scelta tra Gesù di Nazaret e un ladrone di nome Barabba; il popolo ha scelto di liberare quest’ultimo, e il prefetto ha finito per confermare la condanna a morte a Gesù.

Non è chiaro come mai i molti sostenitori di Gesù non siano stati più presenti a chiederne la liberazione. In effetti, pare che dopo il tradimento di Giuda anche altri stiano prendendo le distanze dalla sua figura. Lo stesso Simon Pietro, considerato tra i più fedeli discepoli del profeta di Nazaret, ha negato per ben tre volte di aver fatto parte della sua cerchia.

La condanna a morte per crocefissione sarà eseguita questo pomeriggio. Il prefetto Pilato ha rifiutato di rilasciare dichiarazioni al riguardo.

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