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Bretagna: ricomparso leggendario cavaliere scomparso da 300 anni?

In Bretagna, tutti hanno sentito almeno una volta il nome di Guingamor, nipote di un re vissuto circa tre secoli fa.

Secondo la leggenda, Guigamor fu l’ultimo di una serie di cavalieri che sparirono nel nulla dopo essere partiti alla ricerca del famoso cinghiale bianco.

Ieri, Breig N., carbonaio della regione dove sorgeva l’antica capitale, ha assistito a quello che sembra un vero e proprio prodigio.

“Stavo tagliando degli alberi, quando ho visto arrivare un cavaliere riccamente vestito” racconta l’uomo. “Era senza dubbio un giovane bello e fiero, sui vent’anni, ma c’era qualcosa di strano in lui. I vestiti, il taglio di capelli, perfino il modo in cui parlava. Ho poi notato subito che aveva con sé la testa di un cinghiale bianco, proprio come quello della leggenda”

Secondo Breig, il misterioso cavaliere avrebbe chiesto notizie di un antico re, riferendosi a lui come a suo zio. Quando Breig gli ha detto che tale re era morto da trecento anni, il giovane è parso turbato.

Ha poi raccontato, sempre nella sua strana parlata, di essere Guingamor e che, mentre dava la caccia al cinghiale bianco, si era imbattuto in un meraviglioso castello fatato. Qui era stato accolto con grandi onori dalla padrona di casa, una fanciulla dalla bellezza sovrumana che l’aveva invitato a rimanere con lei. Guingamor aveva accettato l’ospitalità, ma mettendo in chiaro che intendeva fermarsi solo tre giorni, poi avrebbe ripreso la caccia al cinghiale e infine sarebbe tornato al castello di suo zio.

Passati i tre giorni, la castellana l’aveva messo in guardia sul fatto che nel mondo esterno erano passati ben tre secoli, ma lui era voluto partire lo stesso, non credendoci del tutto.

Un finale tragico

Dopo aver raccontato la sua storia, il cavaliere è ripartito, lasciando la testa di cinghiale a Breig. Il carbonaio l’ha seguito con lo sguardo abbastanza a lungo da vedere cosa è successo dopo.

“La zona dove ci trovavamo è ricca di alberi di mele” spiega. “Guingamor si è fermato a uno di questi alberi, ha colto un frutto e l’ha addentato. E allora, è successo un vero prodigio…”

Breig sostiene di aver visto il giovane trasformarsi in un vecchio decrepito e sofferente nel giro di pochi istanti.

“Urlava di dolore, così sono corso ad aiutarlo. Prima che potessi raggiungerlo, però, sono comparse dal nulla due fanciulle, che l’hanno caricato su un cavallo e portato verso il fiume. Non ne sono sicuro, ma mi è sembrato che una di loro gli abbia mormorato qualcosa sul fatto che non avrebbe dovuto mangiare cibo di questo mondo.”

La storia di Breig ha sicuramente dell’incredibile, ma la testa di cinghiale bianco è vera. Breig l’ha donata al re, affinché sia conservata con i massimi onori in memoria di Guingamor.

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