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Ballydehob: contadino beffato da Piccolo Popolo [storia folk irlandese]

Nel paesino di Ballydehob, vicino a Cork, Tim Jarvis è conosciuto da tutti come un brav’uomo, onesto e grande lavoratore, che raramente eccede nel bere.

Negli ultimi tempi, però, ha cominciato a girare la voce che il buon Tim sia impazzito. Un paio di mesi fa, è partito per Londra, dove è rimasto per diverse settimane. Nessuno aveva capito il perché del viaggio, ma la moglie Norah era furiosa.

La furia della moglie e la perplessità del villaggio sono poi aumentate quando Tim è tornato e, come prima cosa, ha usato tutti i suoi risparmi e venduto buona parte dei suoi averi per comprare il terreno incolto di Jerry Driscoll.

La versione di Tim

Se si chiede al diretto interessato, Tim Jarvis è pronto a spiegare come tutto sia iniziato da un sogno.

“Per diverse notti di fila, avevo sognato di trovare un vaso pieno d’oro” racconta. “Tanto che ho iniziato a pensare che dovesse trattarsi di un presagio. Ho pensato a quante cose avrei potuto comprare per mia moglie Norah, per mia figlia Nelly che è quasi in età da marito e per i bambini più piccoli. E mi sono detto che dovevo trovare quell’oro a tutti i costi.

Una notte, ho sognato di trovare il vaso pieno d’oro al London Bridge. Così, la mattina dopo ho iniziato i preparativi per partire. Arrivato a Londra, ho iniziato subito a passeggiare lungo il ponte, ma non trovavo traccia dell’oro. Poi, un giorno, uno sconosciuto con un lungo mantello nero mi disse che dovevo tornare a Ballydehob e cercare l’oro nel campo di Jerry Driscoll. E così ho fatto.”

Gli scavi e la beffa

“Per tre notti ho scavato nel campo, in corrispondenza del cespuglio che mi aveva indicato lo sconosciuto” continua Tim. “Lo facevo di notte perché non volevo che i vicini mi vedessero, temevo scoprissero il mio segreto e cercassero di sottrarmi il tesoro. Ad ogni modo, le prime due notti non trovai nulla. Sentivo però delle voci, che venivano da sotto terra e sembravano parlare di me, anche se non riuscivo a distinguere le parole.

La terza notte, le voci divennero più forti. Ridevano di me, discutevano di modi in cui avrebbero potuto uccidermi. Per farmi coraggio, prima di entrare nella buca che avevo iniziato a scavare le notti precedenti, bevvi una grossa sorsata di whiskey da una fialetta che mi ero portato.

Quando entrai nella buca, mi sentii sprofondare nel terreno. Caddi per un tempo che mi parve lunghissimo, poi mi trovai in un’enorme caverna sotterranea. Intorno a me c’erano esseri alti grosso modo quanto la mia scarpa. Lungo le pareti, era ammucchiata una quantità incredibile di oro.

Mi presentai agli abitanti della caverna. Loro apprezzarono i miei modi educati, e mi consentirono di prendere tutto l’oro che riuscivo a mettermi nelle tasche. Non ricordo come passai il resto della notte. So solo che mi svegliai la mattina dopo in superficie, nel campo di Jerry Driscoll, ed ero felice di aver finalmente trovato l’oro che avrebbe cambiato la vita a me e alla mia famiglia. Ma, ahimè, quando vuotai le tasche vi trovai solo dei sassolini.”

La versione di Norah

Le storie di uomini beffati dal Piccolo Popolo non sono rare in Irlanda. Tuttavia, Norah Jarvis dubita che questo sia il caso di suo marito.

“Tim è sempre stato un brav’uomo, ma negli ultimi tempi si è messo a bere parecchio. Abbiamo sempre fatto una vita modesta, ma dignitosa. A un certo punto però Tim si è messo a farneticare di oro, si è messo in testa di andare a Londra, è tornato ancora più pazzo di prima. Ancora non riesco a trovare parole per commentare la scelta di comprare il campo di Jerry Driscoll. Grazie al cielo, ora sembra rinsavito. Gli ho fatto promettere di non toccare più alcool e spero che torni per sempre a essere il lavoratore serio di un tempo.”

[da una storia folk irlandese (3)]

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